LE FONTI RINNOVABILI NEGLI EDIFICI

La normativa energetica in edilizia prevede da anni una quota minima di energia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione. Con il D.Lgs. 5/2026, che recepisce la Direttiva RED III, l’obbligo è esteso a interventi dove prima non era previsto.

Ma cosa significa, nel concreto, integrare le fonti rinnovabili in un edificio? Parliamone.

 

LE NORME SULLE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA

Vediamo quanto previsto dal D.Lgs. 28/2011, modificato dal D.Lgs. 199/2021: l’obbligo riguarda gli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazione rilevante (demolizione e ricostruzione oppure, se l’edificio ha superficie utile maggiore di 1000 m2, ristrutturazione integrale di tutti gli elementi dell’involucro).

Le fonti rinnovabili devono coprire almeno il 60% dell’energia spesa per la produzione di acqua calda sanitaria e il 60% della somma dell’energia per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva.

Inoltre, è obbligatorio installare impianti per la produzione di energia elettrica rinnovabile, di potenza proporzionale alla superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno. Tale superficie è la proiezione al suolo della sagoma dell’edificio. Ad esempio, un edificio nuovo con una superficie in pianta di 150 m2 deve integrare un impianto di produzione di energia elettrica rinnovabile da almeno 7,5 kW.

Nei rari casi in cui sia impossibile adempiere a tali obblighi, occorre documentare tale impossibilità nella Relazione ex Legge 10, ed è comunque obbligatorio contenere l’energia primaria non rinnovabile consumata entro limiti predeterminati dalla normativa.

La Relazione Tecnica ex Legge 10 deve contenere i calcoli e le verifiche degli adempimenti sulle fonti rinnovabili.

 

LE NOVITÀ SULLE RINNOVABILI NEL 2026

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 20 gennaio 2026, del D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5, l’Italia recepisce la Direttiva Europea 2023/2413 (c.d. “RED III”). Il Decreto modifica sostanzialmente il quadro sugli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.

In particolare, le modifiche all’allegato III del D.Lgs. 199/2021 introducono, oltre agli obblighi già visti, anche le seguenti quote minime di energia da fonti rinnovabili:

  • Per ristrutturazioni importanti di primo livello, la copertura del 40% dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria e del 40% della somma dei consumi previsti per la produzione di acqua calda sanitaria, la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva;
  • Per ristrutturazioni importanti di secondo livello e per gli interventi di ristrutturazione dell’impianto termico, la copertura del 15% della somma dei consumi previsti per la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva.

Le definizioni di ristrutturazione importante (di primo e secondo livello) e di ristrutturazione di impianto sono descritte a questo articolo.

Il Decreto, inoltre, aggiorna i requisiti per l’accesso agli incentivi degli impianti, e i criteri di formazione e certificazione di installatori e progettisti degli impianti a fonti rinnovabili.

I nuovi requisiti si applicano a interventi per cui la richiesta del titolo edilizio è presentata a partire dal 3 agosto 2026.

 

Rinnovabili negli edifici

 

UN ESEMPIO DI RISTRUTTURAZIONE CON RINNOVABILI A PERUGIA

Analizziamo il caso di un appartamento in una palazzina residenziale degli anni ’80, a pochi km dal centro di Perugia. L’unità immobiliare ha una superficie utile di circa 60 m2.

Pochi anni fa, è stato ristrutturato l’impianto termico, installando nuovi radiatori in acciaio alimentati da una caldaia a condensazione a metano. L’intervento rispetta i limiti di efficienza media stagionale richiesti dal DM 26/06/2015.

Immaginiamo di eseguire lo stesso intervento nel settembre 2026. A questo punto sono già in vigore i nuovi requisiti sulla copertura dei consumi da fonti rinnovabili, come abbiamo visto, anche per la ristrutturazione dell’impianto termico. Se non cambiamo nulla, questi requisiti non sono rispettati: la quota di energia rinnovabile consumata è praticamente nulla.

Cosa possiamo fare, quindi? Una possibile strada è alimentare l’impianto con un sistema ibrido che affianchi una pompa di calore alla caldaia a condensazione. In questa configurazione, la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, che deriva dalla presenza della pompa di calore, è di circa il 51% per la produzione di acqua calda sanitaria e del 56% per la somma di acqua sanitaria e climatizzazione. Il limite del 15% è quindi pienamente rispettato.

Ora chiediamoci se, a fronte del rispetto delle nuove prescrizioni, i clienti hanno dei vantaggi anche in bolletta. Allo stato attuale, la spesa annuale per acqua sanitaria e riscaldamento è di circa 1600 €; con il sistema ibrido, la spesa scende a circa 1230 €. Il risparmio conseguito basterebbe da solo a considerare la possibilità di affrontare una spesa iniziale leggermente superiore; gli incentivi disponibili rendono questa scelta ancora più appetibile.

 

CONCLUSIONI

Con un piccolo esempio, tutt’altro che esaustivo, abbiamo mostrato come nuovi vincoli normativi possano trasformarsi in opportunità di incrementare l’efficienza energetica e il risparmio in caso di ristrutturazione del proprio immobile.

Se sostituendo brutalmente una caldaia a condensazione con un sistema di generazione ibrido, in un impianto pensato per funzionare esclusivamente a metano, otteniamo comunque dei risparmi interessanti, cosa può succedere se ci addentriamo nel progetto ipotizzando altri sistemi? Cosa succede se inseriamo nel ragionamento un impianto fotovoltaico? O un sistema radiante, o viceversa dei fan coil? E se interveniamo sull’isolamento? Come regolare l’impianto nel modo più efficiente?

Queste considerazioni, calate sulla realtà di ogni singolo immobile, con i suoi pregi e difetti, sono la base indispensabile di un progetto di efficientamento realmente efficace. Questa è l’analisi energetica dell’immobile: la fotografia di ciò che è e di ciò che può diventare, dal punto di vista energetico, economico, del benessere indoor.

Inizia ora il percorso verso il tuo edificio efficiente e confortevole, nel rispetto delle norme già in vigore e di quelle che lo saranno tra poco: prenota la tua analisi energetica.

Se vuoi saperne di più, siamo come sempre a tua disposizione: contattaci per parlare di efficienza energetica ed energia rinnovabile negli edifici. Alla prossima.

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