La sostituzione della caldaia con una pompa di calore è uno degli interventi più consigliati per aumentare l’efficienza energetica di un edificio. Se ne sente parlare e se ne legge ovunque.
In questo articolo ci chiediamo se sia veramente così, e se l’eventuale risparmio energetico vada di pari passo con il risparmio economico. Iniziamo.
POMPA DI CALORE ED EFFICIENZA ENERGETICA
In effetti, sembra sensato: rimuoviamo un generatore che, per quanto efficiente, sfrutta una fonte di energia non rinnovabile, e ne installiamo uno che può sfruttare al massimo, ad esempio, un impianto fotovoltaico. Se il fotovoltaico non c’è, l’energia può venire dalla rete elettrica, che negli ultimi anni ha visto crescere molto la quota da fonti rinnovabili.
Ma la differenza fondamentale è nel rendimento (l’energia termica prodotta diviso quella richiesta per il suo funzionamento) di una moderna pompa di calore rispetto a quella delle migliori caldaie a condensazione disponibili.
Un’ottima caldaia a condensazione a metano può arrivare a rendimenti fino a 1,10, se utilizzata in impianti a bassa temperatura; il rendimento di una pompa di calore, detto COP (Coefficient of Performance), può oscillare tra 1,5 a oltre 7, a seconda delle condizioni in cui opera. Attenzione: questi numeri non sono direttamente confrontabili. Occorre infatti considerare l’energia cosiddetta primaria utilizzata per fornire l’energia termica da gas naturale nel caso della caldaia, oppure l’energia elettrica nel caso della pompa di calore.
A questo scopo, il D.M. 26/06/2015 “requisiti minimi”, recentemente aggiornato dal D.M. 28/10/2025, definisce il fattore di conversione in energia primaria di diverse fonti energetiche (Allegato 1, Tabella 1). Questo dato è alla base dei calcoli di efficienza energetica riportati nella Relazione ex Legge 10 e dei valori riportati nell’Attestato di Prestazione Energetica. In termini di energia primaria, per eguagliare il rendimento di una moderna caldaia a condensazione, una pompa di calore dovrebbe avere, ad oggi, un COP pari ad almeno 2,5 (posto che sia alimentata esclusivamente dalla rete elettrica nazionale).
Un rendimento simile è totalmente alla portata di qualsiasi pompa di calore attualmente sul mercato, a meno che non operi in condizioni totalmente incompatibili con questo tipo di sistema. Il primo scopo dalla corretta progettazione dell’impianto nel suo complesso è appunto, quello di massimizzare il rendimento del sistema.

POMPA DI CALORE E CONVENIENZA ECONOMICA
Abbiamo visto come, dal punto di vista strettamente energetico, la pompa di calore sia nettamente preferibile rispetto a una caldaia. Ma come sappiamo fin troppo bene, risparmio energetico ed economico non vanno necessariamente di pari passo.
Come possiamo sapere, quindi, se sostituire la nostra caldaia con una pompa di calore ci farà effettivamente risparmiare? Dobbiamo prendere in considerazione il consumo di gas o di energia elettrica per il riscaldamento e/o per la produzione di acqua calda sanitaria e il prezzo che paghiamo per l’una o per l’altra fonte energetica.
Chiaramente, le condizioni di fornitura del gas e dell’energia elettrica sono fondamentali per decretare quale sistema sia il migliore dal punto di vista economico. Noto il prezzo che paghiamo per un metro cubo di gas naturale o per un kWh di energia elettrica, torniamo però a fare i conti con l’efficienza del nostro impianto. A questo proposito, possiamo fare qualche considerazione.
Quali possibilità abbiamo, quindi, per ridurre il consumo dei nostri generatori? Vediamole in breve.
TEMPERATURA DELL’IMPIANTO
Alimentare l’impianto con acqua meno calda significa, banalmente, dovergli fornire meno energia. Questo non può essere fatto in modo indipendente dal sistema di emissione dell’impianto: ad esempio, impianti a pannelli radianti (a pavimento, soffitto o parete che siano) funzionano a temperature di circa 35°C, mentre è molto improbabile che un impianto a radiatori sia dimensionato per lavorare a temperature più basse di 50°C, soprattutto se datato.
Per quanto il consumo di gas sia minore, il rendimento di un’ottima caldaia a condensazione non salirà, come detto, oltre il 110%; viceversa, una moderna pompa di calore può fornire acqua a 35°C con COP del 300% già a temperature esterne prossime allo zero. All’aumentare della temperatura dell’acqua di impianto, tuttavia, il rendimento degrada rapidamente.
REGOLAZIONE EFFICIENTE
Diretta conseguenza del punto precedente è l’importanza della regolazione dell’impianto. Un sistema in grado di modulare la temperatura dell’acqua in funzione delle condizioni climatiche e del reale utilizzo dell’edificio può diminuire drasticamente il consumo di energia.
Ancora una volta, se la regolazione intelligente va a beneficio di qualsiasi tipo di generatore, la pompa di calore può sfruttarla in modo decisamente più marcato. Massimizzando il funzionamento nelle migliori condizioni, infatti, il rendimento può aumentare anche del 30%.
PROGETTAZIONE ADEGUATA DEI COMPONENTI
Progettare un sistema di generazione efficiente, dimensionando correttamente i necessari accumuli termici, è quindi funzionale all’utilizzo della pompa di calore nelle condizioni più favorevoli. Questo presuppone uno studio più approfondito delle diverse modalità di funzionamento dell’impianto nelle varie condizioni in cui opera, in sinergia con le proprietà termiche dell’edificio e in relazione al clima in cui è inserito.
Se la tipica caldaia a gas a servizio di piccoli impianti residenziali è in grado di fornire acqua sanitaria in modalità istantanea, ciò non vale per una pompa di calore, che necessita di un serbatoio di accumulo correttamente progettato: anche questa apparente complicazione va però a beneficio del rendimento dell’impianto, andando di pari passo con la regolazione climatica.
Nel prossimo paragrafo vediamo con un esempio concreto quanto sia possibile risparmiare nell’esercizio quotidiano di un impianto di riscaldamento residenziale, sostituendo una caldaia a condensazione con una pompa di calore, alle giuste condizioni.

ESEMPIO: UN IMPIANTO A POMPA DI CALORE A PERUGIA
Esaminiamo il caso di Marco, proprietario di una villetta di fine anni ’70 in un comune in provincia di Perugia. L’edificio è a piano unico, in muratura, di circa 130 m2. Qualche anno fa ha ristrutturato l’immobile demolendo il vecchio impianto a radiatori e installando un nuovo pavimento radiante, aumentando sensibilmente il comfort interno. L’impianto è alimentato da una caldaia a condensazione di fascia alta, con ottime prestazioni. Non ci sono state modifiche alle murature né ai solai, le ampie superfici vetrate sono costituite da buoni serramenti con telaio in legno di fine anni ’90.
Attualmente Marco consuma, solo per il riscaldamento, circa 1990 Sm3 all’anno di gas naturale. Con la sua offerta gas, nell’ultimo anno ha speso 2250 €.
Cosa succede se Marco sostituisce la sua caldaia con una pompa di calore aria/acqua, ottimizzandone la regolazione, senza effettuare altri interventi? Il consumo annuo di energia elettrica per il riscaldamento, che sostituisce il metano, è di circa 2010 kWh. Consideriamo che il nuovo generatore necessiterà di un allaccio trifase, per cui Marco dovrà cambiare le condizioni della sua fornitura di energia elettrica. Con un’offerta in linea con il mercato attuale (dicembre 2025), la spesa annuale per riscaldamento si riduce a circa 660 €, con un risparmio di oltre 1500 € all’anno.
In questo caso abbiamo considerato un impianto già pensato per lavorare a bassa temperatura, sposandosi in modo ottimale con una pompa di calore. Se l’impianto esistente è a radiatori, dobbiamo valutare la loro capacità di fornire il calore richiesto anche a temperature inferiori a quelle comunemente utilizzate, o possiamo valutare ulteriori interventi di adeguamento: come abbiamo visto in questo articolo, in molti casi ne vale assolutamente la pena.
CONCLUSIONI
In questo articolo abbiamo mostrato che alimentare un impianto con un generatore a pompa di calore, se ben dimensionato e ben regolato, assicura un importante risparmio energetico ed economico.
È fondamentale notare che finora non abbiamo mai considerato la presenza di un impianto fotovoltaico: in presenza di esso, meglio se con un accumulo correttamente dimensionato, il risparmio è ovviamente molto superiore. Un’ulteriore opportunità di risparmio è la possibilità di distaccarsi completamente dalla rete gas, se si decide di passare a sistemi di cottura elettrici, e di produzione di acqua calda sanitaria sempre a pompa di calore, tramite lo stesso sistema utilizzato per il riscaldamento o con un generatore autonomo.
Naturalmente, non è scontato che sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore sia fattibile, né che sia automaticamente conveniente. Lo è, di sicuro, in moltissimi casi. Ma come puoi sapere se il tuo caso è effettivamente uno di quelli?
È indispensabile procedere a un’analisi energetica del tuo immobile e del tuo impianto: solo così è possibile sapere quanto sia conveniente un intervento di questo tipo, e quali altri interventi sia possibile effettuare, a quali costi e con quale efficacia: un quadro completo, basato sui migliori metodi di calcolo disponibili, che ti permetterà di portare il risparmio energetico, economico, e il comfort all’interno del tuo edificio ai massimi livelli. Prenota ora la tua consulenza.
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