Stai pensando di efficientare il tuo edificio a Perugia o nei dintorni? Questo articolo è per te. Vediamo qualche interessante caso di miglioramento energetico, con numeri concreti, per capire quanto può essere conveniente intervenire sui consumi del nostro immobile accedendo anche alle agevolazioni previste.
Gli incentivi per la riqualificazione energetica degli immobili in Umbria, ad oggi, coincidono con quelli nazionali: l’ultima iniziativa della Regione, il cosiddetto “bando stufe” che estendeva il Conto Termico per la sostituzione di impianti a biomassa, è stata chiusa nel novembre 2024 per il previsto esaurimento della dotazione finanziaria. Sono invece attive iniziative per il finanziamento di impianti fotovoltaici in edifici pubblici e la promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Gli esempi che faremo in questo articolo, quindi, prevedono l’utilizzo di detrazioni fiscali come Ecobonus o Bonus Ristrutturazione, o di incentivi diretti come il Conto Termico. Iniziamo.

UN CONDOMINIO A PERUGIA
Il primo esempio è una palazzina degli anni ’80 con quattro appartamenti, due di circa 70 m2 e due di circa 90 m2. Il fabbricato in cemento armato e tamponatura in laterizi è in una zona periferica del Comune di Perugia, a est del centro storico, in una zona residenziale a bassa densità abitativa.
L’intervento è articolato e prevede una riqualificazione globale con cappotto termico, isolamento dei solai disperdenti, nuovi infissi, sostituzione delle caldaie esistenti con un sistema in pompa di calore per ciascuna unità abitativa e impianto fotovoltaico. Non sono previsti altri interventi sugli impianti esistenti a radiatori in alluminio.
Prima dei lavori gli impianti, alimentati da caldaie autonome standard, consumano complessivamente 7490 Sm3 di metano all’anno, per una spesa che ammonta a 7800 €. Le emissioni di CO2 in un anno arrivano a 46 kg/m2.
L’ammontare totale dei lavori è di circa 181mila €. A lavori conclusi, la maggior parte dell’energia per riscaldamento e acqua calda sanitaria è coperta dal fotovoltaico: il consumo di energia elettrica totale da rete è di soli 1160 kWh, per una spesa annua di 324 € (circa 80 € all’anno per il singolo appartamento!). Con il ricorso alle detrazioni fiscali del 50%, attualmente in vigore per abitazioni principali, in dodici anni l’investimento è totalmente ripagato. Inoltre, le emissioni totali di CO2 sono crollate a 1,6 kg/m2 all’anno.
UN SEMPLICE INTERVENTO IN APPARTAMENTO
Il secondo esempio riguarda un appartamento di circa 95 m2 in una palazzina di fine anni ’70 in muratura portante, in un Comune vicino a Perugia. In questo caso non c’è accordo tra i condomini su un intervento globale che interessi tutto il fabbricato. Uno dei proprietari decide però di procedere alla sostituzione della caldaia a metano esistente con un impianto ibrido costituito da pompa di calore e caldaia a condensazione. Il nuovo sistema si connetterà all’impianto esistente a radiatori in alluminio, e provvederà anche alla produzione istantanea di acqua calda sanitaria tramite la nuova caldaia.
Prima dei lavori, in un anno il consumo di metano è di 1240 Sm3, il consumo di elettricità è di 55 kWh e le emissioni di CO2 sono pari a 25 kg/m2. La corrispondente spesa per riscaldamento e ACS è di 1260 €.
A intervento concluso, per una spesa di circa 7000 €, il consumo di metano scende a 46 Sm3, il consumo di elettricità, totalmente prelevata dalla rete (non ci sono impianti fotovoltaici) è di 2640 kWh, le emissioni sono dimezzate a 13 kg/m2. La nuova spesa annua per riscaldamento e ACS è di 790 €. Con la detrazione permessa dall’ecobonus, l’investimento è ripagato in otto anni. Nella detrazione rientra anche spesa per la nuova caldaia, dal momento che è parte di un sistema ibrido.

RIQUALIFICARE UN ALBERGO
In questo caso vediamo come una struttura ricettiva con quindici camere e una sala ristorante in provincia di Perugia abbatte i propri consumi, sostituendo le due caldaie che alimentano l’impianto a ventilconvettori con un sistema in pompa di calore da 46 kW.
Il consumo annuale di metano, prima di 12360 Sm3, viene azzerato; il consumo di energia elettrica passa da 800 a 21240 kWh; le emissioni di CO2 passano da 53 a 21 kg/m2.
La proprietà decide di optare per il Conto Termico: a fronte di una spesa di 45670 €, verrà erogato un incentivo di 13077 € in cinque rate annuali. La spesa per riscaldamento e ACS viene ridotta da 12580 € a 5950 € all’anno, anche in questo caso senza fotovoltaico. Il tempo di ritorno dell’investimento è di cinque anni.
UNA CASA EFFICIENTE E CONFORTEVOLE
I proprietari di una villetta a schiera in una zona residenziale a pochi km dal centro di Perugia si erano dotati pochi anni fa di un impianto fotovoltaico da 6 kW e di nuovi infissi. Contestualmente all’installazione dell’impianto avevano saggiamente provveduto a isolare la copertura.
Oggi decidono di portare al livello superiore il loro investimento e l’efficienza della loro casa, ristrutturando completamente il vecchio impianto a caldaia e radiatori e sostituendolo una pompa di calore che alimenta un nuovo pavimento radiante e provvede alla produzione di acqua calda sanitaria.
L’intervento costa complessivamente circa 25mila euro, e accede alla detrazione del 50%. L’abitazione, che consumava 1320 Sm3 di metano all’anno, è ora totalmente distaccata dalla fornitura di gas. La pompa di calore sfrutta appieno l’energia rinnovabile del fotovoltaico, e consuma appena 390 kWh all’anno. Le emissioni di CO2 crollano da 20 a 1 kg/m2. La spesa annuale per riscaldamento e ACS passa da 1320 a 110 €, e fa sì che l’investimento sia ripagato in dieci anni. Il valore della casa è notevolmente aumentato, e con esso il benessere al suo interno.
CONCLUSIONI
I numeri che abbiamo visto sono presi da modellazioni energetiche di edifici reali, svolte secondo le normative tecniche. Per quanto chiaramente soggette a un margine d’errore, l’esperienza mostra che le simulazioni hanno chiari riscontri nella realtà. Anche i costi e i tempi di ritorno indicati sono del tutto in linea con quanto osservato negli ultimi anni nella zona che abbiamo esaminato.
L’ubicazione degli edifici che abbiamo preso come esempi influisce in diversi modi sui numeri che abbiamo illustrato: ad esempio, le zone climatiche in cui ricadono influiscono sugli interventi di isolamento termico e sui relativi costi, nonché sul calcolo degli incentivi. Tuttavia, i vantaggi economici, ambientali e sul benessere abitativo che l’efficientamento energetico offre restano significativi indipendentemente da dove si trova l’edificio.
Le casistiche sono innumerevoli, e ogni edificio, con le sue peculiarità, i suoi impianti e le persone che lo abitano, ha una storia a sé. Ci sono sicuramente degli interventi che puoi effettuare, in base alle tue esigenze, alla tua disponibilità economica e alle caratteristiche del tuo immobile, per renderlo più efficiente e confortevole in modo sostenibile. Per sapere quali sono questi interventi e come realizzarli, la cosa migliore che puoi fare è richiedere ora un’analisi energetica su misura del tuo edificio e dei tuoi desideri. Se invece vuoi sapere di più, non esitare a contattarci. A presto!
