LA TRASMITTANZA DI UNA PARETE

È impossibile parlare di efficienza energetica di un edificio senza tirare in ballo sua maestà la Trasmittanza. La normativa fa riferimento proprio a questo parametro per la maggior parte degli interventi sull’involucro dell’edificio.

Ma cos’è, in pratica, la trasmittanza? Da cosa dipende? E perché è una grandezza così importante? Parliamone.

COS’È LA TRASMITTANZA

Secondo la norma tecnica UNI EN ISO 7345, la trasmittanza termica è il flusso di calore, in regime stazionario, diviso per l’area e per la differenza di temperatura tra i lati di un sistema piano uniforme. Ora che abbiamo scritto la definizione, proviamo a capirla.

La nostra situazione è questa: abbiamo una parete (“sistema piano uniforme”) che divide un fluido, nel nostro caso aria, che si trova a due temperature diverse sui due lati della parete. La termodinamica ci dice che, in questa situazione, si instaura spontaneamente un flusso di calore dal lato più caldo al lato più freddo.

Questo flusso di calore è un’energia termica scambiata in un certo tempo: è quindi una potenza, e si misura in Watt. Dividendo per l’area della parete e per la differenza di temperatura ai suoi lati, otteniamo appunto la trasmittanza, che è una proprietà della parete.

Il “regime stazionario” indica che questa situazione è stabile: in questo modello concettuale, le temperature e il flusso termico non variano nel tempo.

Flusso termico in una parete multistrato

COME SI CALCOLA LA TRASMITTANZA

Vediamo brevemente come si calcola la trasmittanza in un semplice caso di parete costituita da più strati solidi.

La trasmittanza è l’inverso della resistenza termica; la resistenza della parete si calcola sommando le resistenze dei singoli strati di cui è composta, e delle resistenze superficiali ai due lati della parete. Non entriamo nello specifico del loro significato fisico; il D.M. 26/06/2015 fa riferimento alla norma UNI EN ISO 6946, dove sono riportati i valori da utilizzare per il calcolo delle trasmittanze secondo la normativa. Per una parete piana verticale, la resistenza superficiale interna è Rsi=0,13 m2K/W e quella esterna è Rse=0,04 m2K/W.

Le resistenze dei singoli strati dipendono dal materiale di cui sono composti. Per materiali omogenei, se ne conosciamo la conduttività (o conducibilità) λ, la resistenza dello strato è il rapporto tra il suo spessore e la sua conduttività: R=s/λ. Nel caso di elementi prefabbricati, come ad esempio i blocchi in laterizio forato, la resistenza è dichiarata dal produttore, o si può trovare in letteratura o nella normativa tecnica.

Un piccolo esempio di calcolo

Facciamo un veloce esempio, tratto dalla norma tecnica UNI-TS 11552. Abbiamo una parete in mattone semipieno da 30 cm, intonacata esternamente e con una controparete interna in legno compensato da 1 cm con isolamento in fibra di vetro da 4 cm. Nella seguente tabella riportiamo spessori e resistenze dei singoli strati, dall’interno all’esterno.

Strato Spessore (cm) λ [W/mK] R [m2K/W]
1)      Pannello in legno compensato 1 0,10 0,01/0,10=0,1
2)      Fibra di vetro 4 0,04 0,04/0,04=1
3)      Laterizio forato 30 0,89
4)      Intonaco esterno 2 0,90 0,02/0,90=0,02

Sommando le resistenze superficiali, otteniamo una resistenza totale Rtot=2,18 m2K/W. Abbiamo detto che la trasmittanza della parete è l’inverso della resistenza totale, quindi nel nostro caso:

Articolo trasmittanza - calcolo esempio

C’è trasmittanza e trasmittanza

Il piccolo esempio che abbiamo fatto vale per pareti opache verticali formate da strati solidi, non esposte direttamente alla luce solare.

In casi diversi, il calcolo è diverso: per solai o pareti inclinate; pareti o solai con intercapedini d’aria; pareti e solai interrati; vetrate e infissi; pareti sottoposte a irraggiamento solare; tutti questi elementi vanno trattati in modi diversi.

I ponti termici meritano un’ultima considerazione: anche nel loro caso parliamo di trasmittanza, ma di trasmittanza lineare: anziché alla superficie della parete, il flusso termico si riferisce alla lunghezza del ponte termico.

LA TRASMITTANZA NELLE RIQUALIFICAZIONI ENERGETICHE

La trasmittanza è un parametro fondamentale da considerare nelle verifiche imposte dalla normativa sull’efficienza energetica. Praticamente tutte le verifiche riguardanti l’involucro in generale, e l’involucro opaco in particolare, hanno a che fare con le trasmittanze degli elementi che lo compongono.

In particolare, il D.M. 26/06/2015 (c.d. “Requisiti Minimi”) definisce le trasmittanze dell’involucro dell’edificio di riferimento, che è la base di molte verifiche per nuove costruzioni e ristrutturazioni importanti, e le trasmittanze limite dei singoli elementi oggetto di riqualificazione energetica.

Ad esempio, se nel Comune di Perugia (in zona climatica E) interveniamo isolando anche una sola parete dell’involucro, dovremo verificare che la nuova trasmittanza della parete sia pari o inferiore a 0,28 W/m2K.

Tutte le verifiche richieste dalla normativa sono riportate nella Relazione Tecnica ex Legge 10, ai sensi del D.Lgs. 192/2005.

TRASMITTANZA E RISPARMIO ENERGETICO: UN ESEMPIO A PERUGIA

Cosa significa tutto questo per il nostro edificio? Prendiamo un appartamento di 60 m2 in un condominio degli anni ’70 a Perugia. Il riscaldamento è a radiatori in alluminio, alimentati da una moderna ed efficiente caldaia a condensazione a gas metano. L’appartamento ha le due pareti verso sud e verso est esposte all’esterno, in blocchi di tufo da 30 cm per una trasmittanza pari a 1,42 W/m2K. La superficie delle murature al netto degli infissi è di circa 37 m2.

Immaginiamo di intervenire con un cappotto in EPS da 14 cm, portando la trasmittanza a 0,198 W/m2K. Solo questo intervento ci consente di risparmiare quasi 500 € all’anno nella bolletta del gas.

Trasmittanza e risparmio energetico

CONCLUSIONI

Abbiamo parlato del calcolo e del significato di un parametro fondamentale del progetto termotecnico, e abbiamo anche visto come un intervento di riqualificazione a esso legato possa portare a un risparmio economico, oltre che energetico, decisamente interessante.

Tuttavia, il calcolo completo e rigoroso di questo parametro fondamentale porta con sé una serie di insidie, tra cui le molte necessarie semplificazioni del fenomeno termofisico, le molte differenze tra diverse tipologie di elemento costruttivo, le incertezze nei dati termici dei materiali.

È solo un assaggio della complessità della materia. Quando si parla di efficienza e risparmio energetico, le variabili da prendere in considerazione sono molte e variegate. Per questo, soluzioni improvvisate e grossolane portano nel migliore dei casi a un risparmio non ottimale, nel peggiore a danni e a disagi che peggiorano la condizione degli abitanti dell’edificio, anziché migliorarla.

È qui che entra in gioco il metodo: solo un’analisi energetica preliminare dell’edificio da riqualificare permette di individuare con certezza i migliori interventi da effettuare (e quali evitare!), i loro tempi e costi, quali sono quelli più urgenti, come farli lavorare in sinergia per arrivare al miglior risultato.

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Se hai domande sui temi che trattiamo, vuoi saperne di più, ti serve una consulenza o vuoi valutare una collaborazione, non devi fare altro che contattarci. Alla prossima.

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