I PONTI TERMICI

I ponti termici rappresentano uno degli aspetti più importanti e, al contempo, difficili da trattare quando si esamina l’involucro edilizio. Tanto nelle nuove costruzioni quanto nelle ristrutturazioni, il progetto dell’efficienza energetica di un edificio deve tenere in grande considerazione questi elementi dell’involucro.

I ponti termici non correttamente trattati sono causa di dispersioni di calore che aumentano l’inefficienza energetica e quindi i costi per la climatizzazione, nonché di patologie edilizie come muffe e condense che compromettono la salubrità degli ambienti.

In questo articolo vediamo cosa sono, cosa fanno, come devono essere progettati e corretti per garantire un edificio sano ed efficiente. Iniziamo.

 

COSA SONO I PONTI TERMICI

Secondo la norma tecnica UNI EN ISO 10211, il ponte termico è una “parte dell’involucro edilizio dove le resistenze termiche, altrimenti uniformi, cambiano significativamente a causa della compenetrazione parziale o totale nell’involucro edilizio di materiali a diversa conduttività, e/o di una variazione nello spessore della costruzione, e/o di una differenza tra le aree interne ed esterne, come nei giunti tra pareti, pavimenti, soffitti”.

In parole povere, il ponte termico è una qualsiasi discontinuità dell’involucro. Dalla definizione possiamo vedere che esistono molti tipi diversi di ponte termico: esistono ponti di tipo geometrico, di spessore, di materiale, strutturali, puntuali, etc.

In generale, più un edificio presenta irregolarità geometriche e costruttive, più è soggetto alla presenza di ponti termici. Peraltro, non tutti i ponti termici sono ugualmente problematici né facili da progettare o correggere.

Tutti i ponti termici, invece, vanno studiati e considerati in un progetto; i calcoli energetici oggetto della relazione tecnica ex Legge 10 devono includerli nei calcoli richiesti dalla normativa per le diverse casistiche di intervento. Il D.M. 26/06/2015 richiede, inoltre, la verifica termoigrometrica di tutti i ponti termici interessati dal progetto: vale a dire, l’assenza del rischio di formazione di muffe e di condensa interstiziale.

Il calcolo del contributo del ponte termico alle dispersioni attraverso l’involucro edilizio passa attraverso la definizione della trasmittanza lineica Ψ specifica del ponte termico stesso. Si tratta, in pratica, di una trasmittanza “aggiuntiva” che influisce sullo scambio termico globale, e rappresenta, semplificando, la differenza tra il calore scambiato dall’involucro reale e quello scambiato dall’involucro in assenza della discontinuità associata al ponte termico. La trasmittanza lineica si può calcolare secondo specifiche norme tecniche, ricorrendo ad abachi precalcolati o tramite il calcolo agli elementi finiti, più oneroso ma più preciso.

Ponti termici

I PROBLEMI

Un ponte termico non adeguatamente progettato e corretto causa una serie di problemi, derivanti dalla sua natura di punto termicamente “debole” dell’involucro. Il maggior flusso di calore attraverso il ponte termico determina, sia in inverno che in estate, un incremento dell’energia necessaria per il mantenimento della temperatura interna, con uno spreco energetico che può essere anche molto significativo; tanto più significativo, spesso, quanto più l’involucro in assenza dei ponti termici sarebbe invece performante. Inutile dire che lo spreco energetico va di pari passo con quello economico.

In alcuni casi, la differenza di temperatura con il resto della parete sul lato interno dell’involucro può, già di per sé, generare disagio agli abitanti dell’edificio; ma ha conseguenze anche più gravi quando consideriamo le sue implicazioni igrometriche.

Infatti, una temperatura superficiale interna troppo bassa favorisce la formazione di muffa e condensa superficiale e interstiziale, abbattendo drasticamente il comfort interno e causando fenomeni di degrado della muratura. I ponti termici possono dare problemi anche sulla superficie esterna dell’involucro, portando all’ammaloramento delle facciate.

 

LA CORREZIONE DEI PONTI TERMICI

Come accennato, non tutti i ponti termici sono uguali. In presenza di una tamponatura ben isolata, la giunzione con un divisorio interno difficilmente intacca la prestazione dell’involucro; viceversa, la presenza di un serramento implica la previsione di soluzioni specifiche per la posa in opera, che variano a seconda del tipo di muratura e di infisso. In presenza di nodi strutturali quali i balconi si possono anche prevedere soluzioni ad hoc fornite da produttori specializzati.

In generale, nella riqualificazione energetica di un edificio esistente, l’isolamento a cappotto consente, se ben progettato, di correggere la maggior parte dei ponti termici. Ricordiamo che il cappotto termico è un sistema di prodotti e soluzioni che lavorano assieme per conseguire prestazioni garantite; nella progettazione dell’intervento, occorre definire tutti i dettagli costruttivi che, se trascurati, possono ridurre fortemente i benefici conseguibili e compromettere l’efficacia dell’intervento.

Per quanto possibile, si dovrebbe quindi tendere a realizzare un isolamento continuo dell’involucro edilizio, minimizzando le interruzioni dell’isolante; laddove tale discontinuità sia necessaria, occorre studiare puntualmente i singoli ponti termici alla ricerca della miglior soluzione tecnica per minimizzare le dispersioni di calore. Esistono molte soluzioni valide applicabili ai diversi casi possibili; sta al tecnico progettista integrarle in un insieme organico ed efficace, avvalendosi quando necessario degli strumenti di calcolo più avanzati disponibili.

Ponte termico tetto

CONCLUSIONI

La normativa italiana è molto chiara nel richiedere il rispetto delle verifiche termiche e igrometriche per gli interventi di efficientamento energetico. È compito del progettista, nei casi in cui siano coinvolti dei ponti termici (cioè praticamente tutti), calcolarne il peso sulle dispersioni dell’involucro edilizio e le possibili criticità sulla formazione di muffa e condensa interstiziale. I risultati di questo calcolo vanno esplicitamente riportati nella relazione tecnica ex Legge 10.

Nel momento in cui si decide di procedere all’efficientamento energetico del proprio edificio, è quindi fondamentale non trascurare nessun dettaglio che possa influire sulle prestazioni energetiche e sul comfort e la vivibilità dell’ambiente interno. L’analisi energetica completa dell’edificio considera i ponti termici parte integrante del processo progettuale fin dalle prime fasi, individuando i nodi costruttivi più critici e le possibili soluzioni. Solo tramite una progettazione energetica accurata e una posa in opera meticolosa si può garantire che l’investimento porti a un reale risparmio e a un comfort duraturo. Prenota ora il tuo sopralluogo.

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