L’ISOLAMENTO A CAPPOTTO SPIEGATO FACILE

Esiste un intervento che, da solo, è in grado di garantire risparmio energetico, risparmio economico, emissioni ridotte, benessere interno, miglioramento delle prestazioni sia in inverno che in estate? La risposta è, quasi sempre, no. Esiste però un intervento che, quasi sempre, ci avvicina molto a tutti questi obiettivi: parliamo, come avrai intuito dal momento che hai scelto di leggere questo articolo, dell’isolamento a cappotto.

Più propriamente, parliamo del Sistema di Isolamento Termico a Cappotto (ETICS – External Thermal Insulation Composite System). La parola chiave è Sistema: per esprimere le sue qualità di isolamento termico, resistenza al fuoco e agli urti, durabilità e controllo dell’umidità, è importante che tutte le componenti del cappotto siano studiate per lavorare insieme. Vediamo meglio come.

IL CAPPOTTO È UN SISTEMA

Addentriamoci meglio in questo concetto, descrivendo in breve com’è fatto un cappotto termico. Alla parete esistente vengono applicati, tramite un apposito collante, i pannelli isolanti, che possono essere di diversi materiali; l’incollaggio e la disposizione dei pannelli seguono regole specifiche. I pannelli vengono poi ulteriormente fissati con tasselli di diverse tipologie a seconda del tipo di isolante e della parete. I tasselli non sono sempre obbligatori, ma lo sono nella maggior parte dei casi. Si passa poi al rivestimento con rasatura armata, con malte e reti specifiche per ciascun sistema. Infine, viene applicato l’intonaco di finitura (con o senza primer) e l’eventuale pittura. Alcuni produttori propongono rivestimenti speciali come mattoncini a vista.

I produttori di sistemi a cappotto certificati propongono prodotti dedicati a ciascuno dei loro sistemi, con indicazioni particolari sulla progettazione e sulla posa. Ogni sistema ha i propri profili di rinforzo, di raccordo e paraspigoli con regole e indicazioni specifiche per il montaggio.

Dovrebbe essere sufficientemente chiaro, a questo punto, che prendere un qualsiasi collante, metterlo su dei pannelli qualsiasi, incollare i pannelli e rifinirli con intonaci e reti qualsiasi, è quantomeno un azzardo.

I sistemi proposti dai produttori e certificati ETA (European Technical Assessment) sono sottoposti a prove di prestazione sia dei singoli componenti sia di sistema. I produttori devono poi essere in grado di provare la costanza delle prestazioni dei propri prodotti tramite controlli di produzione per ottenere la marcatura CE del sistema a cappotto.

Sistema a cappotto

PRIMA, DURANTE E DOPO LA POSA IN OPERA

Una progettazione attenta e consapevole è indispensabile per la buona riuscita dell’intervento. Il progetto del cappotto parte dal calcolo termico dell’involucro, per assicurare il rispetto dei requisiti di legge e l’ottenimento del comfort interno desiderato. Deve poi considerare tutti i dettagli costruttivi necessari a evitare ponti termici, infiltrazioni e problemi di raccordo con gli altri elementi dell’edificio; questi dettagli dipendono fortemente dal tipo di sistema scelto, come abbiamo già visto. Infine, occorre progettare anche la posa in opera del cappotto, con attenzione alle diverse fasi di installazione in relazione all’edificio su cui si interviene.

L’applicazione del sistema a cappotto dev’essere eseguita da professionisti competenti; gli installatori certificati secondo la norma UNI 11716:2018 hanno sostenuto prove pratiche e teoriche per la validazione della propria esperienza in materia. La posa in opera del cappotto prevede diverse fasi, a partire da quella, fondamentale, di valutazione e preparazione della muratura di supporto. Seguono l’incollaggio dei pannelli, con diverse metodologie a seconda del tipo di isolante, la posa dei pannelli, opportunamente sfalsati e tagliati in corrispondenza dei giunti e dei raccordi, la tassellatura a regola d’arte, la posa dell’intonaco armato con i relativi elementi di dettaglio, l’applicazione dell’intonaco di finitura o del rivestimento alternativo previsto dal sistema scelto.

La norma tecnica di riferimento per la progettazione e la posa in opera del cappotto termico è la UNI/TR 11715:2018.

Una volta realizzato il cappotto termico, assume grande importanza la manutenzione del sistema, per garantirne la continuità delle prestazioni nel tempo e allungarne la vita utile. Per questo sono indicate ispezioni regolari per il controllo dello stato degli intonaci e delle connessioni. I controlli devono rilevare eventuali lesioni, distacchi, presenza di muffe o efflorescenze, problemi di tenuta dei giunti e degli elementi di discontinuità. In presenza di difetti occorre intervenire tempestivamente.

Un possibile intervento su un cappotto esistente è il raddoppio, che consiste nella posa di un nuovo strato di pannelli isolanti sopra quello già realizzato. Questo intervento è possibile solo dopo un’attenta valutazione dello stato del sistema esistente.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI

I benefici di un sistema a cappotto ben progettato e realizzato sono molti.

Il primo e più evidente vantaggio è il risparmio energetico, e quindi economico. L’isolamento delle pareti riduce significativamente lo scambio termico con l’esterno, diminuendo l’energia necessaria a mantenere la temperatura interna confortevole, sia in inverno che in estate. Inoltre, le minori dispersioni e l’aumentata capacità termica fanno sì che sia possibile diminuire la temperatura dell’acqua negli impianti di riscaldamento, aumentando sensibilmente il rendimento di una caldaia a condensazione o, meglio ancora, di una pompa di calore. Infine, il cappotto ci permette di abbassare la temperatura del termostato, come vediamo qui di seguito.

Il secondo grande vantaggio è il miglioramento del comfort nell’ambiente interno. In inverno, il sistema a cappotto porta la temperatura superficiale delle pareti a valori più alti. Questo fa sì che il calore scambiato per irraggiamento tra il nostro corpo e le superfici perimetrali sia minore, aumentando la sensazione di benessere anche se l’aria nell’ambiente è leggermente più fredda. Questo effetto è dovuto alla relazione tra il benessere e la cosiddetta temperatura operante, un parametro che descrive bene il comfort in gran parte dei casi applicativi.

Abbiamo detto che il cappotto ci permette di aumentare la temperatura sul lato interno delle pareti. Questo fatto ha un’importante conseguenza: la ridotta possibilità di formazione di muffa. Questo rischio dipende, infatti, dall’aumento di umidità relativa in corrispondenza delle zone fredde delle pareti, in particolare dei ponti termici. Agendo sia sulla temperatura superficiale in generale, e in particolare correggendo i ponti termici, il sistema a cappotto abbassa la possibilità che si formino muffe e condensa. D’altra parte, la prevenzione di questi problemi non può prescindere da una corretta ventilazione degli ambienti. In questo articolo approfondiamo l’argomento.

Se progettato allo scopo, il cappotto non è solo termico, ma anche acustico: se si utilizzano pannelli adeguati, tipicamente di densità elevata, il sistema offre anche un contributo significativo all’isolamento acustico delle facciate, riducendo il rumore proveniente dall’esterno, in particolare il rumore da traffico stradale, ferroviario o aereo.

L’aumentata efficienza offerta dall’isolamento a cappotto impatta positivamente sulla classe energetica, e quindi sul valore dell’immobile. Le agevolazioni sull’acquisto di immobili efficienti e gli incentivi per gli interventi di efficientamento rendono questo intervento un investimento ancora più appetibile, specie laddove si debba comunque intervenire per risanare delle facciate ammalorate. L’ultima, non per importanza, conseguenza dell’efficientamento è la significativa riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti dovute al funzionamento degli impianti di climatizzazione.

Gli svantaggi dell’isolamento a cappotto sono essenzialmente dovuti alla grande attenzione che va necessariamente posta alla sua progettazione e alla sua esecuzione. Queste fasi sono giocoforza più onerose rispetto a interventi eseguibili dall’interno dell’edificio, che d’altra parte non possono essere altrettanto efficaci. È pertanto indispensabile, una volta di più, sottolineare l’importanza di utilizzare sistemi certificati, progettati e posti in opera da professionisti esperti.

Infine, va detto che non è sempre possibile procedere con questo sistema in presenza di vincoli architettonici o paesaggistici, o se l’ubicazione dell’edificio è particolarmente svantaggiosa. In questi casi, è opportuno comunque valutare la fattibilità dell’isolamento a cappotto, ad esempio con le finiture particolari proposte da diversi produttori, o con cantierizzazioni meno convenzionali, soppesando gli eventuali costi aggiuntivi con i risparmi.

Riqualificazione bifamiliare

PERUGIA: UN PICCOLO ESEMPIO

In questo breve paragrafo illustriamo il caso di una palazzina bifamiliare di fine anni ’60 in una zona periferica del comune di Perugia. L’immobile è del tutto simile a un’infinità di altri piccoli condomini dell’area e dell’epoca, in muratura portante, e consta di due appartamenti al piano terra e al piano primo, di circa 100 m2 ciascuno, oltre a un seminterrato e un sottotetto non abitabile.

Il progetto di riqualificazione energetica prevede l’installazione di un sistema a cappotto con pannelli in polistirene da 14 cm, oltre ad altri interventi come la sostituzione degli infissi e la riqualificazione degli impianti. Concentriamoci però sul cappotto: ipotizzando di eseguire solo questo intervento, troviamo che i consumi di metano delle caldaie a servizio dei due appartamenti passano da un totale di oltre 3300 Sm3/anno a circa 1900 Sm3/anno. Un risparmio di oltre il 40%, solo grazie all’isolamento a cappotto. Il conseguente risparmio economico è stimato a circa 630 € all’anno.

Inutile dire che questo primo, importante intervento spiana la strada all’utilizzo efficace di tecnologie impiantistiche molto più evolute ed efficienti, che consentono di abbattere i consumi a livelli impensabili con l’involucro energeticamente scadente di un edificio di quasi 60 anni fa.

 

CONCLUSIONI

L’isolamento termico a cappotto è uno degli interventi più efficaci e completi disponibili per l’efficientamento energetico di un edificio. Il suo impiego abbatte i consumi energetici, con i loro costi e le loro emissioni, aumenta il benessere e la salubrità e incrementa il valore dell’immobile.

Tuttavia, la sua progettazione e la sua realizzazione richiedono competenza e attenzione al dettaglio. Il cappotto termico è un sistema, composto da elementi pensati per lavorare efficacemente l’uno a supporto dell’altro, e come tale è sottoposto a certificazione secondo stringenti norme tecniche. Trascurare i particolari può comportare problemi che annullano i benefici di cui abbiamo parlato, riducendo le prestazioni e la durata del sistema.

Se vuoi riqualificare il tuo immobile e vuoi valutare l’opportunità di installare un cappotto termico ben progettato, siamo a tua disposizione. L’analisi energetica su misura del tuo edificio ti permetterà di avere un’idea quantitativa dei vantaggi che questo intervento può offrire nel tuo caso, e quali altri interventi ti porteranno alla massima efficienza energetica possibile. Contattaci e parliamone!

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