IL RUMORE DEGLI IMPIANTI NEGLI EDIFICI

Il rumore degli impianti tecnologici è una delle principali fonti di malessere negli edifici in generale, e nelle abitazioni in particolare. Al disturbo seguono facilmente contenziosi e liti, il più delle volte evitabili con una progettazione consapevole e un’installazione a regola d’arte. Parliamone.

IL RUMORE DEGLI IMPIANTI NELLA NORMATIVA

In Italia, la norma di riferimento per i Requisiti Acustici Passivi degli edifici è il DPCM 5/12/1997. Questo decreto fissa dei limiti che devono essere rispettati in opera, ovvero a edificio realizzato: non basta che il progetto acustico preveda “sulla carta” gli accorgimenti necessari al contenimento del rumore.

La normativa distingue due categorie di impianti:

  • Impianti a funzionamento discontinuo (scarichi idraulici, bagni, rubinetteria, ascensori): il livello LASmax (livello massimo misurato con costante di tempo “Slow” non può superare i 35 dB(A).
  • Impianti a funzionamento continuo (riscaldamento, ventilazione, condizionamento): il valore limite per il livello equivalente di pressione sonora LAeq è di 25 dB(A).

Per verificare il rispetto di questi limiti, la norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 16032, che descrive il metodo “tecnico progettuale” per la misurazione dei livelli di pressione sonora degli impianti negli edifici.

Il Decreto indica che la misura deve essere eseguita nell’ambiente in cui il disturbo è maggiore, ma diverso da quello in cui il rumore ha origine; l’ambiente disturbato può appartenere alla medesima unità immobiliare rispetto all’ambiente sorgente.

LE CAUSE DEL RUMORE DEGLI IMPIANTI

Gli impianti tecnologici negli edifici possono produrre rumore eccessivo in molti modi diversi, a seconda dei loro componenti (apparecchiature, tubazioni, terminali) e della loro connessione alle strutture dell’edificio. In acustica edilizia è fondamentale distinguere tra la propagazione sonora per via aerea (attraverso l’aria, per l’appunto) e per via solida, cioè attraverso le vibrazioni trasmesse agli elementi edilizi che costituiscono l’edificio.

Vediamo alcune delle principali cause di rumorosità associata agli impianti tecnologici e i relativi meccanismi di propagazione.

Negli impianti di distribuzione dell’aria e negli impianti a ventilconvettori (o fan coil), i ventilatori necessari al funzionamento dell’impianto sono anche la principale causa di rumore negli ambienti. Il rumore si propaga per via meccanica, con le vibrazioni delle parti rotanti, e per via aerodinamica, con le turbolenze dei flussi d’aria generati. Per limitare questi effetti, la progettazione deve limitare il più possibile le perdite di pressione e la velocità dell’aria nei canali di distribuzione.

Praticamente tutti i macchinari a servizio di qualsiasi tipo di impianto possono generare vibrazioni che, in assenza di opportuni accorgimenti, si trasmettono alle strutture edilizie causando rumore negli ambienti abitati. Negli impianti ad aria, la trasmissione può avvenire anche per via aerea attraverso i canali.

Negli impianti idronici, termici o sanitari, il rumore è generalmente associato a turbolenze, dovute perlopiù a una velocità dell’acqua eccessiva all’interno delle tubazioni, o a brusche variazioni di pressione innescate da fenomeni come la cavitazione (in cui la pressione scende al di sotto della tensione di vapore dell’acqua formando bolle di vapore che poi implodono) o il colpo d’ariete (brusca interruzione del flusso d’acqua con rapida propagazione della differenza di pressione all’interno dell’impianto).

Dettagli nel rumore degli impianti

SOLUZIONI TECNICHE: L’IMPORTANZA DEI DETTAGLI

Prendere in considerazione la problematica del rumore degli impianti fin dalle prime fasi della progettazione dell’edificio è di primaria importanza per evitare errori non sempre risolvibili, o che richiedono soluzioni costose e complesse, a edificio realizzato.

Lo studio dei percorsi degli impianti, del loro posizionamento e dell’interazione con le strutture, e in particolare l’uso di cavedi e spazi tecnici opportunamente dimensionati e isolati, consentono di ridurre al minimo il ricorso a soluzioni dedicate, che possono comunque rendersi necessarie. Facciamo alcuni esempi di tali soluzioni.

L’uso di silenziatori a setti, silenziatori circolari, plenum fonoassorbenti e condotte isolate può contribuire a ridurre significativamente il rumore nei sistemi di distribuzione dell’aria.

È fondamentale prevedere i giusti dispositivi di disconnessione delle tubazioni e dei canali dalle murature, dai solai e da qualsiasi elemento rigido costituisca l’edificio. A tale scopo si utilizzano supporti elastici, giunti antivibranti e collari silenziati.

Per la gestione del colpo d’ariete si utilizzano comunemente appositi ammortizzatori a molla o pneumatici, in prossimità di rubinetti, valvole a chiusura rapida o collettori. L’utilizzo di questi dispositivi è peraltro prescritto dalla norma tecnica UNI 9182, che disciplina la progettazione, la realizzazione e il collaudo degli impianti idrosanitari.

CONCLUSIONI

La complessità della materia e la severità dei limiti di legge rendono indispensabile la competenza di un tecnico specializzato. Una progettazione attenta, che armonizzi le richieste di comfort termico e acustico con le esigenze architettoniche e strutturali, è oggi un elemento imprescindibile.

Affidarsi a un professionista significa trasformare un potenziale problema legale in un valore aggiunto per l’immobile, garantendo un ambiente silenzioso e confortevole.

Se desideri approfondire questi temi, risolvere problemi di rumore nel tuo edificio o prenotare una consulenza tecnica, non esitare a contattarci. Alla prossima.

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