IL BENESSERE ACUSTICO NEGLI EDIFICI: UNO SGUARDO D’INSIEME

Siamo tutti consapevoli degli effetti deleteri dell’inquinamento atmosferico. Ciclicamente apprendiamo notizie sulla qualità dell’aria che ci circonda, sappiamo di dover monitorare la concentrazione degli inquinanti e prendiamo contromisure più o meno efficaci quando questa supera certi limiti.

Purtroppo, siamo molto meno consapevoli dei danni provocati dall’eccessiva esposizione al rumore. Ma dovremmo preoccuparcene eccome: in un rapporto del 2020 l’Agenzia europea per l’ambiente stima che in Europa oltre 100 milioni di persone diano esposti a livelli nocivi di inquinamento acustico, e che l’esposizione prolungata al rumore ambientale sia responsabile di 48mila nuovi casi di patologie cardiache e 12mila morti premature. In Italia la situazione è in linea con il resto del continente, e anche in una città come Perugia l’esposizione a livelli nocivi di rumore interessa più della metà della popolazione.

In questo articolo parliamo di come la normativa italiana affronta l’argomento e vediamo come mettere al riparo gli ambienti dove viviamo dall’eccesso di rumore. Iniziamo.

LA LEGGE QUADRO SULL’INQUINAMENTO ACUSTICO

La legislazione italiana in materia di acustica si fonda sulla legge “quadro” n. 447 del 26 ottobre 1995. L’obiettivo dichiarato della norma è stabilire “i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico”. La norma introduce la definizione di sorgenti sonore, di valori limite di emissione e immissione, i Piani di risanamento acustico, da adottare a cura dei Comuni se si superano determinati limiti, le valutazioni di impatto acustico di infrastrutture e attività rumorose, e di clima acustico delle aree dove sono previsti scuole, ospedali, case di cura, parchi e insediamenti residenziali.

Le definizioni introducono anche la figura del tecnico competente in acustica, iscritto ad un apposito elenco nazionale e abilitato a “effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo”.

Tra i decreti attuativi previsti dalla legge quadro, troviamo un decreto atto a determinare i “requisiti acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici passivi degli edifici” (che sarà il DPCM 05/12/1997 e che descriviamo in questo articolo), e un decreto che indichi i “criteri per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie”, che però non è mai stato emanato.

I REQUISITI ACUSTICI PASSIVI

Il DPCM 05/12/1997 è ad oggi il testo di riferimento per l’acustica in edilizia. Il testo impone delle prestazioni acustiche minime dell’edificio, definendo dei limiti per gli indicatori che descrivono le prestazioni di isolamento dei suoi componenti, più o meno stringenti in base alla destinazione d’uso dell’immobile. Vediamoli.

  • L’indice del Potere Fonoisolante Apparente R’w esprime l’isolamento acustico per via aerea (TV, radio, voci, etc.) tra ambienti di unità immobiliari diverse. Si misura in dB. È una proprietà della partizione (parete o solaio) posta in opera: questo valore, pertanto, tiene conto non solo della trasmissione diretta attraverso la parete, ma anche delle trasmissioni laterali attraverso le strutture adiacenti, per cui è sempre inferiore al relativo valore Rw misurato in laboratorio.
  • L’Indice di Isolamento Acustico di Facciata D2m,nT,w quantifica l’isolamento acustico dai rumori provenienti dall’esterno, come il traffico veicolare. Il risultato finale è fortemente influenzato dagli elementi più deboli della facciata, come finestre, porte, cassonetti delle tapparelle e prese d’aria.
  • L’Indice di Livello di Rumore di Calpestio L’nw indica il rumore da impatto (es. passi, caduta oggetti) trasmesso attraverso i solai. Si misura in opera utilizzando una macchina normalizzata a martelli che percuote il pavimento. L’indice esprime il rumore che “passa” attraverso il solaio, pertanto un valore più basso indica una migliore prestazione di isolamento.
  • Livelli di rumore da impianti a funzionamento continuo LA,eq (impianti di riscaldamento, aerazione e condizionamento) e a funzionamento discontinuo LA,S,max (ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici e rubinetteria): anche questi limiti, espressi in dB(A), vanno verificati in opera, e per rispettarli occorre prevedere una serie di accorgimenti nell’installazione degli impianti, con particolare attenzione ai loro punti di contatto con le strutture dell’edificio.

Infine, il DPCM richiama la Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n. 3150 del 22/05/1967, che impone dei limiti per il Tempo di Riverberazione T nelle aule e nelle palestre degli edifici scolastici.

È importante notare che il Decreto impone il rispetto dei limiti in opera: indipendentemente dalle previsioni di progetto, l’edificio deve presentare prestazioni adeguate in occasione delle misurazioni regolamentate dalle norme tecniche, una volta realizzato.

Tutti i nuovi edifici devono rispettare i limiti dei requisiti acustici passivi. Per quanto riguarda le ristrutturazioni, non ci sono chiare indicazioni nelle norme nazionali. In Umbria, il tema è regolamentato, oltre che dai Comuni, dalla L.R. 1/2015 e dal R.R. 2/2015. Queste norme prescrivono la redazione del “progetto acustico”, sottoscritto da un tecnico competente, quale “parte integrante della documentazione tecnica prodotta per il titolo abilitativo”. Il documento è obbligatorio in tutti i casi di nuove costruzioni, ristrutturazione urbanistica e ristrutturazione con demolizione e ricostruzione dell’edificio. Neanche in Umbria, quindi, sussistono regole generali per quanto riguarda gli altri casi di ristrutturazione.

LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA

La norma tecnica UNI 11367 introduce la classificazione acustica delle unità immobiliari, con classi da I (prestazioni migliori) a IV (prestazioni peggiori). La classificazione si basa sugli stessi descrittori utilizzati dal DPCM 05/12/1997, ma fa riferimento a valori “medi” per l’intero edificio, anziché considerare i singoli elementi costruttivi. Inoltre, la norma definisce dei valori a parte per scuole e ospedali, ulteriori requisiti di isolamento tra ambienti comuni e ambienti abitativi e indicazioni per valutare la qualità acustica degli ambienti interni, non direttamente correlati all’isolamento.

Il raggiungimento di una determinata classe acustica è volontario, e può essere richiesto o meno dal committente. Tuttavia, i Criteri Minimi Ambientali (CAM) definiti nel D.M. 23/06/2022 richiedono, per gli edifici pubblici, almeno la classe II, oltre al rispetto di altri parametri in funzione della destinazione d’uso dell’edificio.

 

Acustica degli edifici

LE SOLUZIONI TECNICHE

Quelle che stiamo per descrivere sono alcune tecniche generalmente adottate, giusto per dare un’idea degli interventi che si possono scegliere per risolvere, o migliorare, alcuni problemi di rumore nelle abitazioni e negli altri edifici. Applicarle senza un’adeguata conoscenza dell’acustica edilizia e delle innumerevoli complessità di questa disciplina, e quindi senza aver studiato nel dettaglio le cause del disturbo da risolvere, è garanzia di fallimento.

Il rumore come fenomeno fisico è spesso sfuggente e controintuitivo, ed è quindi fondamentale, in questi casi, affidarsi a professionisti competenti dotati delle giuste conoscenze e strumentazioni. In questo modo, individuata l’origine del problema, si può individuare la miglior soluzione possibile, evitando sprechi di tempo e denaro.

In via del tutto generale, dobbiamo ricordare quanto sia fondamentale la corretta posa in opera degli elementi costruttivi, quali ad esempio gli infissi, ma anche dei dispositivi destinati proprio all’isolamento acustico: è del tutto inutile prevedere un materassino anticalpestio se non viene raccordato correttamente alle pareti. Il rispetto delle norme tecniche e delle indicazioni dei produttori è quindi indispensabile per la prestazione acustica finale.

Le contropareti sono generalmente utilizzate sia per incrementare il potere fonoisolante delle partizioni interne e delle facciate, sia, con particolari accorgimenti, per migliorare l’acustica di una sala. Possono essere posate a secco o incollate, prevedendo l’inserimento di materiale fonoassorbente in intercapedine. L’incremento del potere fonoisolante dipende da molti fattori, primi tra tutti la massa delle lastre di rivestimento (più sono pesanti, migliore è il fonoisolamento) e la presenza di aperture o scassi impiantistici, la cui presenza può ridurre significativamente le prestazioni. In caso di applicazione a murature esterne, è fondamentale valutare la possibilità che si formi condensa interstiziale.

Anche l’isolamento a cappotto può contribuire a incrementare il potere fonoisolante della facciata a cui è applicato; in questo caso occorre valutare il comportamento acustico del materiale isolante utilizzato. Come accennato, la presenza di serramenti non performanti, o non correttamente installati, contribuisce in modo sostanziale al degrado delle prestazioni fonoisolanti.

I controsoffitti possono essere utilizzati per incrementare il potere fonoisolante dei solai verso altri locali o di copertura, e per ridurre il rumore da calpestio. Possono essere installati con pendini appositamente studiati per ridurre le trasmissioni sonore tra solaio e controsoffitto. Le loro prestazioni dipendono dalla tipologia di materiale isolante posto in intercapedine, dalla tipologia delle lastre di rivestimento e dalla loro interazione.

L’accorgimento generalmente più efficace per ridurre il rumore da calpestio è costituito dal cosiddetto massetto galleggiante, che si ottiene interponendo un materassino in materiale elastico resiliente (in grado di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche di elasticità) tra struttura del solaio e massetto di sottofondo del pavimento. L’efficacia del sistema dipende dalle caratteristiche del materiale resiliente, del massetto, del solaio e, non ultimo, delle pareti verticali che circondano il solaio e i relativi collegamenti. È possibile anche realizzare sistemi a secco (con lastre al posto del massetto) o interporre il materassino elastico direttamente al di sotto della pavimentazione, utilizzando materiali idonei.

Esistono poi soluzioni puntuali per il trattamento di punti deboli della facciata quali cassonetti per avvolgibili e prese d’aria, e per la riduzione del rumore impiantistico.

L’acustica degli ambienti confinati presuppone considerazioni e approcci diversi rispetto a quelli relativi all’isolamento. Ambienti come aule scolastiche, sale conferenze, locali teatrali o per la musica devono essere progettati nel dettaglio con strumenti avanzati. In questo modo è possibile controllare il complesso fenomeno della propagazione sonora, per realizzare ambienti adatti allo scopo per cui sono pensati. In questo caso occorre prevedere non solo i giusti materiali, ma anche la loro disposizione nello spazio, la geometria della sala, la posizione di chi sarà lì per ascoltare e chi per parlare o suonare, e gli eventuali sistemi di amplificazione.

CONCLUSIONI

Se l’edilizia è un campo vasto e complesso, l’acustica non è certo da meno. Unire le conoscenze delle due materie è indispensabile per creare ambienti acusticamente confortevoli, scongiurare i problemi anche gravi che possono derivare da un’eccessiva esposizione al rumore ed evitare fastidi difficili da individuare e da risolvere una volta realizzato l’edificio che vogliamo.

Se hai un problema di isolamento acustico nel tuo immobile, o se vuoi evitare di averne in futuro nell’edificio che stai progettando, siamo a tua disposizione per consigliarti e affiancarti. Contattaci per saperne di più.

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