IL BENESSERE TERMICO NEGLI EDIFICI

Può sembrare un concetto sfuggente, ma in realtà il benessere termico in un ambiente abitato è stato (e continua a essere) studiato a fondo da più di un secolo. Queste ricerche hanno portato a metodi ormai consolidati per valutare il comfort termoigrometrico negli ambienti confinati.

A questi metodi fanno riferimento anche i Criteri Ambientali Minimi (CAM), obbligatori nei lavori pubblici; in particolare, il recente D.M. 24/11/2025 si applica agli interventi edilizi e indica tra i criteri proprio il benessere termico (Allegato 1, art. 2.3.3).

Ma quindi, come si valuta il benessere termico, o meglio termoigrometrico, in un edificio? Parliamone.

 

CORPO UMANO E BENESSERE TERMICO

Il corpo umano scambia costantemente calore con l’ambiente in cui si trova, con la respirazione e con la dispersione termica attraverso la pelle. L’obiettivo del sistema corporeo di termoregolazione è mantenere costante la temperatura interna intorno ai 37°C.

Se la temperatura esterna aumenta, il corpo risponde con meccanismi come la vasodilatazione e la sudorazione; se diminuisce, subentrano vasocostrizione e brividi. Oltre a questi meccanismi fisiologici, ci sono quelli comportamentali: in particolare, aumentare o diminuire la resistenza termica dell’abbigliamento o l’attività fisica. Il tutto ha l’obiettivo di mantenere l’equilibrio termico con l’ambiente.

Il benessere termico implica che ci sia equilibrio termico senza che debbano intervenire meccanismi di termoregolazione: il corpo fa il minimo sforzo per mantenere la propria temperatura interna. Questa sensazione dipende, quindi, dall’attività fisica e dall’abbigliamento, dalla temperatura della pelle e dagli scambi termici per sudorazione ed evaporazione, e da una serie di parametri ambientali.

Progettare e costruire un ambiente confortevole significa appunto controllare al meglio possibile questi parametri ambientali. Vediamoli.

 

Benessere indoor

I PARAMETRI AMBIENTALI

La prima variabile che influisce sul benessere termoigrometrico è la temperatura dell’aria. Questo parametro influisce direttamente sulla sensazione di benessere, e in particolare è legato alla temperatura superficiale della pelle.

Un secondo, importante parametro è la temperatura media radiante: normalmente, il corpo scambia calore per irraggiamento con le pareti del locale. Il calore scambiato dipende dalla temperatura a cui si trovano le pareti. In un ambiente ideale delimitato da superfici tutte alla stessa temperatura, detta appunto media radiante, questo scambio è lo stesso che si ha nell’ambiente reale.

L’umidità relativa dell’aria influenza il benessere e la salute all’interno dell’ambiente. Valori troppo bassi influenzano negativamente l’apparato respiratorio e la qualità dell’aria; valori troppo alti influiscono sui meccanismi di termoregolazione e sono causa di muffe e condensa superficiale.

Infine, la velocità dell’aria influisce sulla sensazione termica e può essere causa di discomfort locale.

Nella pratica, in ambienti moderati, la temperatura operativa è un buon descrittore del benessere termico: questo valore combina temperatura dell’aria e temperatura media radiante, e si calcola in modo differente a seconda della velocità dell’aria.

La valutazione del comfort termoigrometrico, inoltre, non può fermarsi a valutare i valori medi di queste grandezze all’interno dello spazio abitato: occorre anche studiare come variano questi parametri nell’ambiente. Le principali cause di discomfort locale sono:

  • Gradienti termici verticali: la differenza di temperatura tra la zona testa-collo e le caviglie;
  • Pavimento troppo caldo o troppo freddo;
  • Correnti d’aria;
  • Asimmetria radiante: quando diverse superfici si trovano a temperature marcatamente diverse tra loro (ad esempio nel caso di ampie superfici vetrate).

 

REQUISITI MINIMI DI BENESSERE TERMICO

La normativa italiana non impone, in generale, verifiche circa il benessere termoigrometrico negli edifici, ma fa un’importante eccezione per la progettazione e realizzazione di opere pubbliche.

Infatti, tra i Criteri Ambientali Minimi (D.M. 24/11/2025) in vigore dal 2 febbraio 2026, obbligatori per gli appalti pubblici, troviamo il criterio 2.3.3 “Benessere termico”. Il decreto richiama esplicitamente la norma tecnica UNI EN ISO 7730, che introduce una classificazione di qualità basata sui parametri che abbiamo visto.

In particolare, la norma illustra il calcolo dell’indice PMV (Voto Medio Previsto) e dell’indice a esso correlato PPD (Percentuale Prevista di Insoddisfatti), sulla base dei parametri ambientali globali e delle cause di discomfort locale. Quanto meno questi indici si discostano da quelli ottimali, tanto più è alta la classe di qualità dell’ambiente. I CAM richiedono di raggiungere almeno la classe B.

In edifici sprovvisti di impianto di raffrescamento, il criterio richiede il calcolo della temperatura operativa interna e della categoria corrispondente secondo la norma UNI EN 16798-1.

 

CONCLUSIONI

I vasti e numerosi studi che negli anni hanno indagato il benessere termico negli ambienti confinati, e che hanno costituito la base dei testi normativi in merito, delineano un quadro ormai chiaro e consolidato. La sensazione di benessere termoigrometrico in un ambiente abitato, per quanto dipendente da aspetti soggettivi, può essere prevista con sufficiente accuratezza a partire da parametri ambientali calcolabili e in molti casi, controllabili.

Affidarsi a professionisti che conoscono questi temi e li applicano alla progettazione è quello che fa la differenza tra il ritrovarsi, a intervento finito, in un edificio abitabile o in un edificio confortevole. O quantomeno, tra il sapere cosa aspettarsi e lo sperare di aver fatto le scelte giuste.

Se non vuoi tirare a indovinare, se non vuoi limitarti ad avere nel tuo edificio un impianto che “fa il suo”, scelto perché è quello che l’installatore monta da anni indipendentemente da dove lo monta e da chi lo userà, la prima cosa da fare è prenotare ora la tua analisi energetica. Clicca qui se vuoi sapere meglio di cosa si tratta e perché non puoi farne a meno se vuoi ristrutturare il tuo edificio.

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