LA SERRA SOLARE A PERUGIA

La serra solare, o serra bioclimatica, è un elemento edilizio pensato per accumulare energia termica dal sole e rilasciarla nell’ambiente riscaldato, diminuendo il fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale e aumentando l’efficienza energetica dell’edificio.

In questo articolo, vediamo com’è fatta una serra solare, quali vantaggi può apportare e in che modo la normativa ne incentiva l’utilizzo. Iniziamo.

 

CARATTERISTICHE E FUNZIONAMENTO DELLA SERRA SOLARE

Chiariamo da subito che non si tratta di un locale dell’edificio, ma ne è piuttosto un elemento costruttivo: occorre pensare alla serra solare più come a un infisso o a un muro che non a un locale.

La serra solare è costituita principalmente da elementi vetrati. L’energia solare incidente sulle superfici vetrate riscalda la serra, che cede calore all’interno dell’ambiente abitato, limitando l’intervento dell’impianto di riscaldamento.

La seconda caratteristica fondamentale non può che essere, quindi, l’orientamento: per funzionare, la serra dev’essere esposta all’irraggiamento solare, quindi a sud. In genere, nelle norme è richiesto un orientamento da sud-est a sud-ovest.

Infine, è fondamentale che siano previste delle schermature idonee a proteggere la serra dall’eccessiva esposizione solare estiva, che peraltro ne vanificherebbe i vantaggi invernali.

Serra solare bioclimatica

SERRA SOLARE E NORMATIVA

Non esiste una definizione univoca di serra solare o bioclimatica nella legislazione nazionale italiana; la disciplina delle serre solari è delegata principalmente a regolamenti regionali e comunali.

In Umbria, è di interesse il comma 3, lettera b) dell’art. 17 del Regolamento Regionale n. 2/2015, che esclude dal calcolo della Superficie Utile Coperta “verande e serre solari non riscaldate disposte preferibilmente nei fronti da sud-est a sud-ovest, con funzione di captazione solare, che abbiano la superficie riferita alle pareti esterne necessarie a delimitare la veranda e serra solare, vetrata per almeno il cinquanta per cento. La superficie delle verande e serre non può superare il trenta per cento della superficie utile coperta del piano corrispondente a quello della veranda o serra solare”.

Il comma 7 dello stesso art. 17 recita: “La finalità e la funzionalità dei volumi di cui al comma 3, lettera b), devono essere dimostrate in una specifica relazione, firmata da un tecnico, contenente il calcolo dell’energia risparmiata per l’unità immobiliare interessata attraverso la realizzazione dell’opera, nonché la verifica del benessere termoigrometrico durante tutto l’arco dell’anno”.

I Regolamenti Comunali possono peraltro introdurre altri parametri o restringere quelli regionali. Il Regolamento edilizio del Comune di Perugia, ad esempio, all’art. 83 dispone l’esclusione dal calcolo “della volumetria e delle superfici urbanistiche di un edificio destinato ad uso residenziale, servizi o ricettivo […] verande e serre solari non riscaldate disposte nei fronti da sud-est a sud-ovest, con funzione di captazione solare, che abbiano la superficie esterna, riferita a pareti e copertura, vetrata per almeno il settanta per cento. Il volume o la superficie delle serre non può superare il venti per cento del volume o della superficie dell’intero edificio”. Occorre quindi notare, rispetto ai parametri regionali, un aumento della superficie vetrata richiesta dal 50 al 70%, e una diminuzione della superficie e del volume massimi della serra, sebbene in rapporto al resto dell’edificio anziché del piano.

In ogni caso, il beneficio in termini di risparmio energetico va dimostrato con appositi calcoli da una relazione tecnica specialistica. La norma tecnica di riferimento per questi calcoli è attualmente la UNI EN ISO 52016-1:2018.

Sul fronte degli incentivi, la realizzazione di una serra bioclimatica è agevolabile con il Bonus Casa, ma non con l’Ecobonus.

UN ESEMPIO DI SERRA SOLARE A PERUGIA

Vediamo il caso di un appartamento di 150 m2 all’ultimo piano di un condominio residenziale degli anni ’70, in una zona appena fuori dal centro storico di Perugia.

L’appartamento, recentemente ristrutturato, dispone di un ampio lastrico solare su cui affacciano tre porte finestre dalla zona giorno; i proprietari vogliono valutare la possibilità di addossare una serra bioclimatica a due di esse. La serra in progetto è a telaio in acciaio con infissi in alluminio a tutta altezza, la copertura è anch’essa vetrata. I lati sono apribili e schermati da veneziane a lamelle orientabili, mentre la copertura è schermata da un telo riflettente.

L’impianto di riscaldamento e acqua calda sanitaria è alimentato da una caldaia a condensazione autonoma, con emissione a radiatori in acciaio. Il calcolo energetico evidenzia che la serra consentirà di risparmiare circa 70 Sm3 di gas naturale all’anno per il riscaldamento, abbassando le bollette di circa 100 €. In questo modo, inoltre, si eviterà l’emissione di 146 kg di CO2 all’anno.

Come abbiamo visto sopra, in questo caso non sono richieste riduzioni minime del consumo energetico; altre Regioni o Comuni potrebbero invece prevedere una certa quota di risparmio sull’energia richiesta dall’immobile perché l’intervento sia autorizzabile.

Serra solare bioclimatica

CONCLUSIONI

Nell’arsenale di possibilità a nostra disposizione per rendere più efficiente il nostro edificio, la serra solare è tra le più interessanti, e quando possibile ci permette di coniugare il risparmio energetico alla creazione di uno spazio architettonicamente interessante.

Ma come possiamo essere sicuri che installare una serra solare ci permetta di risparmiare in bolletta? E quanto? Per rispondere correttamente a queste domande è indispensabile un’attenta analisi energetica dell’edificio e dell’impianto, per valutare l’effettiva convenienza dell’opera e capire quali altri interventi affiancarle per ottenere un reale risparmio. Richiedi ora il tuo sopralluogo, per portare il comfort e l’efficienza del tuo immobile al miglior livello possibile.

Se invece vuoi saperne di più, siamo come sempre a tua disposizione. Contattaci ora! Alla prossima.

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